Bio.
About
Sotto le innovative note di Money dei Pink Floyd, viene alla luce Fabio Gallina. Stiamo parlando del 1973 e il neonato della Valle Belbo è catturato dalla meraviglia della diffusione musicale, radiofonica, giornalistica. Ha una famiglia straordinaria che gli permette di crescere sereno. Suo nonno, di tanto in tanto, lo porta con sé nell’epico sferisterio di Santo Stefano Belbo, dove vive, per avvicinare il nipotino alla pallapugno. Fabio si appassiona al gioco della sua terra. La terra ha musica per chi sa ascoltare? E bene, Fabio sa ascoltare anche quella musica. Gli anni successivi sono solo un’attesa del tempo giusto. L’obiettivo? Lavorare nella musica! O nella comunicazione! Oppure nella pallapugno! Lavorare nel luogo dove ha avuto la fortuna di nascere, questo è certo.
Non appena la stagione della sua vita glielo permette, si presenta nella storica sede di Radio Vallebelbo e siede immediatamente sulla poltrona di speaker e disk-jockey. Sulla cresta dell’onda diventa giornalista della carta stampata e s’invola verso la pallapugno: il sodalizio professionale con il mondo del balon lo confeziona da sé, con il racconto Un sogno nel pallone. Tutto questo perdura ancora oggi, a servizio quotidiano di un vasto territorio del quale fa parte attiva.
Che lavoro fa il nostro Fabio? Per qualcuno è quello della pallapugno, per qualcun altro è il deejay della radio, delle serate dal vivo, per altri ancora è il giornalista, per chi lo conosce bene è sicuramente, anzitutto, una brava persona. Tutte verità, ma tutte relative. Sì, perché Fabio è quel che si direbbe un professionista poliedrico, con un grande spirito di adattamento nel mondo del lavoro.
Se chiediamo direttamente a lui di cosa si occupi, risponderà senza farlo pesare, mettendo insieme tutto ciò che fa, con la stessa nonchalance con cui sua nonna estraeva caramelle all’eucalipto dal suo faudà per regalargliele: «faccio il lavoro più bello del mondo»!.
Signore e Signori, lui è il Pippo Baudo della Valle Belbo, lui è Fabio Gallina.